Sebbene ormai sia stato approvato da quasi un anno, il Pacchetto mobilità non ha ancora smesso di far discutere e di suscitare proteste da diversi fronti.

Nato con l’obiettivo di migliorare le condizioni degli autisti e di ridurre la concorrenza sleale tra gli autotrasportatori europei e quelli dell’Est Europa, ha portato alcune novità che non sono state ben recepite, soprattutto dai paesi del blocco orientale.

C’è anche chi ha espresso il proprio disappunto in relazione al presunto aumento dell’inquinamento dovuto all’obbligo di rientro a casa almeno una volta ogni otto settimane.

Tra motivazioni giustificate e pretesti, l’Unione Europea si trova, dunque, a dover interpretare le diverse richieste in un clima ancora più inasprito dalle vicende legate alla pandemia.

Pacchetto mobilità autotrasporto: gli obiettivi della nuova normativa

La normativa europea denominata Pacchetto mobilità è giunta finalmente all’approvazione nel luglio del 2020, dopo un lungo periodo di trattative.

Commissione Europea, Parlamento Europeo e Consiglio Europeo hanno lavorato in modo congiunto per oltre due anni e mezzo fino a raggiungere una soluzione che ha soddisfatto, in particolare, le rappresentanze delle piccole e medie imprese.

Gli obiettivi identificati con il Pacchetto mobilità sono prevalentemente due:

Pacchetto mobilità - CGT Trucks

Le novità introdotte dal Pacchetto mobilità

Le novità introdotte dal Pacchetto mobilità riguardano alcuni aspetti specifici della vita del camionista, in particolare i tempi di guida, il distacco internazionale, il cabotaggio, etc.